E allora, eccomi di nuovo a voi, ben tornati.
Ci siamo lasciati qualche mese fa dopo quell’incredibile 23 aprile, in cui portavo a casa la mia prima vera medaglia pesante. Dopo un paio di settimane di riposo, avevo ricominciato a correre, poi ho rallentato. Nel frattempo ho anche ripreso a mangiare senza ritegno, facendo molto felice il mio amico Stefano (alias Mr Robbiano), che tanto avevo trascurato nei mesi precedenti, sollazzando il palato e la mia triste pancina. La parabola discendente si è fatta sempre più ripida, tanto che nei mesi più caldi ho quasi smesso di correre (agosto e settembre sono stati quelli in cui ho fatto meno Km in assoluto, 28 e 21, per la precisione). Alla fine così, ho ripreso la mia solita vita fatta di comode serie televisive ed acciacchetti vari.
Stufo però di questo lento ed inserobile declino, ho ripreso il mio bel deretano in mano e mi sono rimesso a correre quasi seriamente (era il mese di Ottobre), aumentando mensilmente i Km fatti.
A dicembre infine (e finalmente aggiungerei), sono riuscito ad iscrivermi definitivamente a quella che è la mia nuova avventura, ovvero la Maratona di Berlino 2018. Con un colpo di carta di credito degna di un centometrista, ho smarcato i miei primi 800 euri riuscendo così, tra Natale e Capodanno, ad avere un pettorale garantito per il 16 settembre prossimo. Questa volta però voglio che sia davvero LA mia (piccola) impresa: correrla sotto le 4h. E non solo correrla in 03:59:59, ma andarci sotto di brutto, o comunque in modo significativo. 😮
Per riuscire in questo nuovo progetto mi sono di nuovo affidato alla mia nutrizionista ed amica Paola Griseri, alla quale però ho chiesto di prepararmi una “dieta” seria (“da professionista“, come l’ha definita lei, “da fame” come la vedo io…punti di vista lo so, ndNox-), per arrivare all’appuntamento snello come si deve (obiettivo fissato almeno 70Kg, se non meno).
Poi ho di nuovo preso appuntamenti regolari con il mio fidato ed amico fisioterapista Andrea.
Infine mi sono messo nelle mani di un vero professionista che di queste imprese ne sa giusto “un pochino”: Orlando Pizzolato. Già…avete letto bene, proprio lui!!! Il pluricampione e neo inquilino della Hall of fame della Maratona più famosa al mondo, quella di New York. Mica pizza e fichi.
Come mi aspettavo, visto l’obiettivo che mi sono fissato, ha stilato per me un programma niente male oltre che impegnativo. D’altronde se voglio fare le cose seriamente, devo farlo con ancor più impegno di quanto fatto l’ultima volta. Tutto questo nell’attesa poi di potermi tornare a confrontare con il mio fraterno amico Luca (che mi ha seguito fino “a là”), al quale dedicherò non solo questo mio post e questo mio blog, ma tutta l’avventura, risultati compresi. Se non fosse stato per lui, per la sua carica ed il suo impegno, sono sicuro che ora non sarei qui.
Bene, detto questo allora ribadiamo un concetto fondamentale: a me la corsa continua a non piacere tanto. Preferisco di gran lunga l’attività fisica più comune al mondo: quella fatta sul divano!!! Correre da solo tutte queste ore e tutti quei Km, non è sempre così esaltante. Però, farlo, non posso negarlo, mi soddisfa…tanto. L’intensità con la quale mi alleno ogni volta, la voglia con la quale esco di casa ad ore improbabili, la tenacia profusa per raggiungere l’obiettivo quotidiano, la routine della “cosa”, sono impagabili. D’altronde è una “cosa” che mi riesce bene, con uno sforzo ragionevole e senza faticare “troppo”, per così dire. I risultati che ho ottenuto sono lì: concreti, tangibili e mi gratificano ogni volta che li guardo. Se poi ho la fortuna di farlo in compagnia, allora la “cosa” diventa davvero bella. E se poi la riesco anche a fare in quel di Alassio (la mia amata Alassio), allora la “cosa” diventa davvero UNICA, SPECIALE.
Signori, non smetterò mai di scrivervi quanto ami correre ad Alassio. Ogni senso di frustrazione, stanchezza o soltanto fastidio, svanisce come neve al sole…e nella baia più bella al mondo, il Sole non manca mai, non per niente si chiama Baia del Sole!
Ultima considerazione: il rischio che si corre (ma guarda un po?!?!?) nel preparare una seconda Maratona (o comunque un secondo evento così importante) è quello di sottovalutare l’impegno e prenderla “sotto gamba”, per così dire, non allenandosi come la prima volta. Che io smettessi di correre a prescindere, era davvero a portata di divano, appunto, così ho dovuto e voluto pormi un obiettivo ancor più elevato dell’ultima volta. Ora so che posso portare a termine una Maratona. Ed in cuor mio so anche che la posso correre sotto le 4h. Ma abbassare il proprio best time (ed unico fino a questo momento) di 33 minuti, non è cosa da poco, su una distanza così lunga. Vuol dire abbassare il ritmo di 50 secondi in meno al Km…CINQUANTA SECONDI, mica pistacci. E per far questo, non posso certo sedermi sugli allori, o meglio sui cuscini di casa. Ergo, ora come allora, so che per far questo devo curare proprio tutto nei minimi dettagli e farlo meglio di prima.
E’ così che questa mia nuova avventura riparte, sotto un cielo più stellato che mai, in cui UNA, nuova e più brillarella di tutte, mi guiderà fin là…a Berlino!
Alla prossima puntata.
Nox-