Ciao, io mi chiamo Marco, per tutti Nox-.
Chi sono? Bella domanda, ma sono io che ho impostato il blog così e sono io che ho aggiunto la pagina “Chi sono“, quindi ora mi tocca rispondere. E allora potrei limitarmi con il farvelo vedere, chi sono:

Sono questa persona qui, con la medaglia al collo, che recita la seguente affermazione: sono un MARATONETA!!!
Potrei fermarmi qua, questo è quanto basta per qualificarmi, almeno all’interno di questo blog, ma visto che ci sono, allora proseguo con il dirvi che sono anche un ingegnere laureato all’Università degli Studi di Genova, luogo bruttino e forse anche un po’ triste, per molti aspetti, però a me comunque è tanto caro, mi sento sempre a casa, quando sono qui, in Università. Sarà perché quest’anno sono 25 anni che la frequento, prima come studente-lavoratore, poi solo come lavoratore. Dal 2 Novembre scorso sono, dopo solo 15 anni, 6 mesi e 12 giorni di onorato e costante precariato, un suo “strutturato” (finalmente aggiungerei). WoooW…meglio essermi definito MARATONETA piuttosto che strutturato, lo ammetto!!!
Da quel giorno di novembre, giorno dei morti, sono al CLAT (Centro Linguistico di Ateneo), come suo UNICO tecnico informatico. Inoltre da diversi anni tengo un corso di Laboratorio Informatica presso il DISFOR (Dipartimento di Scienze della Formazione).
In breve e riassumendo, questo sono io, sposato con Elisa da quasi 9 anni (prossima alla santità), padre di un figlio meraviglioso, Lorenzo.
Vivo a Genova per caso, perché io sono di Alassio e da sempre mi sento solo lì davvero a casa mia. Alassio è il posto più bello dell’Universo, immersa nella baia più fantastica che ci sia, la Baia del Sole…mica della Val di Susa (senza offesa).
Ma come mai siam qui? Com’è nata questa “passione”? Fondamentalmente da un fioretto fatto a mio figlio e ripetuto solennemente davanti ad un ottimo Rum Cooler ai miei amici esattamente un anno fa. La promessa recitava, più o meno: “se quest’anno vinco il concorso in Università, il prossimo anno corro la Maratona di Londra“. Detto (contro Cacà), fatto! Il 15 luglio del 2016 così, davanti ad un altro ottimo Rum Cooler, definimmo i parametri della solenne promessa: quel concorso era vinto, il giorno prima! 😀
L’unico ostacolo a quel punto da superare restava iscrivermi alla Maratona di Londra 2017.
Non so se voi che leggete abbiate mai provato ad iscrivervi ad una Majors. E’ una vera corsa…ma ad ostacoli. Ognuna di loro, con regole diverse, apre le proprie iscrizioni al “Ballot“, che letteralmente vuol dire “ballotaggio”. Successivamente vengono estratti i nomi dei fortunati che possono confermare la loro partecipazione alla gara vera e propria, pagando la quota d’iscrizione (lo scorso anno per Londra sono state bruciate 120.000 iscrizioni in soli 4 giorni, ndNox-).
Un’altra strada è quella di affidarsi alle agenzie di viaggi che organizzano le trasferte per le maggiori maratone internazionali. Anche in questo caso, nel periodo indicato, ci si rivolge a loro per prenotare un “pettorale“, solo successivamente, dopo l’estrazione ed in base all’effettiva disponibilità dei “pettorali”, il runner conferma o meno la sua partecipazione. Ovviamente la prima soluzione costa mediamente di meno.
Io a luglio, avevo 2 problemi:
- che le iscrizioni al “Ballot” per la maratona di Londra 2017 erano state aperte il 1 maggio e chiuse il 4 maggio;
- che neanche quelle agenzie avevano posti disponibili. Le iscrizioni erano chiuse!
L’avventura non iniziava nei migliori dei modi, ma grazie a Sara, un’operatrice di Terramia, il 3 di agosto, dopo una lunga, faticosa e soprattutto costosa telefonata, riuscì ad ottenere il tanto agognato “pettorale” alla modica cifra di 320,00€, acquistabile solo unito ad un pacchetto soggiorno. Eggià, quello non era il solo piccolo prezzo da pagare: alla fine di tutto la cifra per partecipare all’evento (all inclusive, escluso il viaggio in aereo), sarebbe costata soltanto 1650,00€ (assicurazione compresa, ndNox-).
Iniziava ad essermi chiaro che quel fioretto non sarebbe stato affatto economico!!! 😮
Da quel momento, non mi restava altro che correre e visto il mio stato di forma e la mia scarsa attività agonistica precedente, di strada da fare ne avevo davvero tanta.
Diciamocelo, prima di allora la mia unica corsa era quella che facevo per andare dal divano di casa al bagno (direi circa 6 mt, a dir tanto). E vista la fatica con la quale percorrevo quella distanza, sulla via del ritorno dovevo assolutamente far sosta in camera da letto per riposarmi o in cucina per rifocillarmi. Insomma, non ero ben messo. Il 21 luglio, prim’ancora di aver la certezza del “pettorale“, decisi che dovevo iniziare a farla quella strada. E visto che da qualche parte avrei dovuto iniziare, ho pensato di farlo da Corso Italia!
Fatti i primi necessari acquisti da Decathlon (scarpette, magliette e pantaloncini, senza esagerare però, non avevo ancora idea dove mi potesse condurre quella strada, ndNox-) alle 18:23 di quel giorno feci i miei primi 4,56Km ad un ritmo di tutto rispetto (06:06/km), con il cuore però letteralmente in gola! Batteva talmente forte che DePiscopo mi faceva una pippa. La media delle mie pulsazioni fu di 171 (con un massimo di 176).
Non fu proprio un dato confortante ed anche se stavo morendo una volta giunto allo scooter, ricordo con orgoglio la soddisfazione che provai per non essermi mai fermato. Avevo portato a termine il mio primo obiettivo: andare e tornare da dov’ero (in fondo a via Casaregis) fino alla Chiesa di Boccadasse, quella dei Pescatori, quella in cui mi sono sposato 9 anni fa! 😀
Sono stati i 4,56Km più lunghi e duraturi di tutta la mia vita e credetemi, in quei 40 minuti di allenamneto (anche se la corsa fu di soltanto 28 minuti circa) la vidi passare tutta davanti ai miei occhi…la mia vita! :lol
Lì ho capito che avrei dovuto faticare parecchio per fare i 37,635Km restanti…e che non sarebbe stata una passeggiata ma una vera e propria impresa. Sempre lì mi sono reso subito conto che avevo bisogno di aiuto, tanto aiuto (e non solo celestiale), ma un vero team che mi seguisse passo dopo passo in quest’avventura, perché da solo non avrei fatto molta strada.
Contattai subito quello che sarebbe poi divenuto il mio Coach: Luca Airoldi. E non sarebbe stata poi l’unica persona che avrei coinvolto strada facendo, oltre a moglie e figlio!!! 😮
Da quel 21 luglio 2016 mi restavano davanti solo 276 giorni: 9 mesi di duro lavoro e soprattutto tanti, tantissimi Km da fare.
E’ stato un viaggio, lungo e faticoso, ma pieno di soddisfazioni. Momenti felicissimi si sono alternati a momenti meno gradevoli, anche se sono stati molto pochi a dirla tutta.
La gioia che ho provato vedendo e superando il cartello delle 385 yard (i fatidici 195 metri), è qualcosa che non posso descrivere a parole. Lì, come quel 21 luglio, ho rivissuto tutta la mia vita, soprattutto quella dell’ultimo anno. Lì ho confermato ciò in cui ho sempre creduto: nulla mi è impossibile fare, soprattutto se la voglio fare! Le parole magiche come sempre sono: volontà, applicazione e fatica, tanta fatica.
Nella mia vita tutti gli obiettivi che mi sono posto li ho sempre centrati, ma credetemi, mai e poi mai avrei immaginato che mi sarei potuto fregiare un giorno di questo titolo: MARATONETA. Non era nelle mie corde, nel mio essere. Ed invece, eccomi qua a voi, runner per caso, MARATONETA per davvero.
Ed ora che succede? Alzo l’asticella, mi butto in una nuova impresa: quella di correre tutte le Majors.
Non sarà facile riuscire nell’impresa, soprattutto per i costi che si devono affrontare. Ma da Londra ho iniziato e vorrei tanto terminare questa mia avventura a Tokyo magari. Per ora io continuo a correre vedendo km dopo km dove sarò riuscito ad arrivare.
Lo scopo di questo blog, dunque, è proprio questo: raccontarvi questa mia nuova avventura. Cercherò di darvi indicazioni nella speranza di esser anche d’ispirazione a chi vuole intraprendere un suo progetto. Io sarò qui, quasi giornalmente a vostra disposizione. Quello che ho fatto è oramai una pietra miliare che resterà per sempre nella (mia) storia e sarà sempre lì d’esempio. Cercherò di allargare l’informazione anche a notizie che vadano oltre il mero racconto dei miei allenamenti e delle mie prossime gare. Ma sarò qui con le orecchie e gli occhi sempre aperti. Anche se ora sono MARATONETA, non mi sento arrivato ancora da nessuna parte. Ho ancora molto da imparare e soprattutto da fare. Quindi sarò qui pronto a raccogliere ogni vostra parola, ogni vostro consiglio che potrà essermi utile per crescere, per andare avanti. Avrò bisogno di tutto il supporto che potrete darmi e che avrò la fortuna di trovare. E sarò qui anche e più semplicemente per vorrà semplicemente correre assieme, tanto per farsi solo due chiacchiere.
Chiudendo quindi questa mia descrizione, vi lascio con il motto che mi ha accompagnato per tutti i mesi precedenti:
…corri Nox, corri.
E allora io corro! 😀
Un bacio a tutti. Lunga vita e prosperità.
Nox-